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A Stromboli il "caro estinto" va in trasferta

2026-01-17 11:48

Fabio Tracuzzi

Cronaca, Politica, Attualità, Focus,

A Stromboli il "caro estinto" va in trasferta

Niente più posti a terra e niente più loculi. Chi dovesse morire in questi giorni non troverà posto. Nuovi loculi? Il sindaco non vuole essere disturbato

 

 

Stromboli, dove i cittadini sono condannati a vivere in eterno. Certo che è una battuta, una battuta  tra il macabro e una dolce illusione  se volete, ma certamente non veritiera. La vita eterna, nel senso di vita terrena, non è concessa a nessuno. Si nasce e si muore. Sono le uniche due certezze della vita. Il problema, per Stromboli, è un altro. Chi muore, e come ho detto la gente muore, non può essere sepolto. Perché? Al momento non c’è più spazio. Finiti i loculi, finiti i posti a terra. Nei giorni scorsi è morto Roberto Cusolito, uno strombolano doc, pescatore silenzioso e gentile. Ed è stato un problema trovargli un posto al cimitero. Alla fine si è scoperto, scoperta casuale visto che non esiste alcun controllo, che un loculo che anni prima era stato opzionato non era poi stato confermato. Stromboli ricordiamo è frazione di Lipari anche se è stata avviata la procedura per diventare come Salina (in una sola isola ben tre comuni) comune indipendente, ma “mamma” Lipari non sembra avere nel cuore più di tanto le sue frazioni nonostante i soldi che da queste riceve sotto forma di  tassa di soggiorno e, per quanto riguarda Stromboli, anche una ulteriore tassa dalle guide che portano i turisti sul vulcano. Quanti soldi? Tanti. Tantissimi. Non vogliamo certo fare i conti in tasca al Comune che come tutti i Comuni di problemi ne avrà non pochi con il taglio agli Enti locali.  Forse avrebbe potrebbe dircelo il sindaco Riccardo Gullo ma non ci ha dato il tempo di chiedere visto che, alle mie domande non certo inopportune sulla situazione del cimitero, dopo un po’ si messo a urlare (ero in vivavoce e non ero il solo a sentire) che “gli facevo perdere tempo”. Una, due tre quattro volte alzando sempre di più il tono della voce  fino a quando non ha ritenuto opportuno chiudermi il telefono in faccia. Certo, povero, lo stress deve essere tanto. Mi aveva appena detto che stava parlando con delle persone e probabilmente ha voluto far vedere che lui, sindaco delle Eolie, è uomo tutto d’un pezzo. Complimenti, adesso l’ho capito anche io. Ma torniamo al cimitero. La mia discussione col sindaco Sgroi, lo sarà certamente fino al prossimo anno quando il suo mandato terminerà e forse la preoccupazione di non essere rieletto lo rende particolarmente nervoso, era cominciata nel migliore dei modi.

Mi risulta, gli ho detto, che alcuni cittadini di Stromboli, hanno donato al Comune  terreni confinanti col cimitero per realizzare nuove tombe. La risposta  non ammette repliche: “L’allargamento del cimitero non è previsto, al momento, dal piano regolatore e certamente non possiamo agire al di fuori della legge: Giusto?”. Giustissimo, come dargli torto. E allora quale può essere la soluzione. Non certo quella di essere seppelliti a Ginostra o, peggio ancora ad Alicudi come si stava prospettando per il povero Roberto. “Il  caro estinto in trasferta” sembra quasi il titolo di una novella pirandelliana e in effetti questa vicenda un po’ pirandelliana lo è davvero. Se non si possono realizzare nuove tombe in terra causa piano regolatore, quale è la soluzione? E’ la mia seconda domanda al sindaco super impegnato che non può perdere tempo con i giornalisti. “Abbiamo già dato mandato ai tecnici per realizzare nuovi loculi. Abbiamo già stanziato i fondi necessari”. Di quanti soldi si tratta vorremmo sapere. Ma il sindaco, gentilmente, mi rimanda sul sito. Perché non me lo dice lui? Busta numero 1: non è vero, busta numero 2 non se lo ricorda, busta numero 3 comincia a farmi dispetti. Optiamo per la 2, la più comprensibile, e provo a cercare sul sito del Comune. Ma non sono bravo e mi perdo tra le tante delibere. Ma torniamo ai loculi. Qualcuno a Stromboli parla di 10 mila euro ma è voce non confermata. Ma dove farli questi loculi. E’ questo il punto dolente. Già anni fa, una quindicina di anni fa, furono edificati  nuovi loculi che chiusero come in una gabbia il cimitero che ha il pregio, e non è male per essere un cimitero, di godere di una delle viste più belle e rassicuranti grazie alla sua esposizione. Ci fu una specie di rivoluzione degli strombolani che alla loro isola tengono forse più del sindaco che, approfittando anche dal fatto che quei loculi vergognosi, e sono gentile, non erano stati autorizzati nemmeno dalla Sovrintendenza, li buttarono a terra. “Ma non è possibile – dice ancora il sindaco nella sua ultima risposta da sindaco – che il primo che si sveglia al mattino decida dove fare i loculi o dove non farli. Ci sono tecnici che stanno studiando il problema “. Provo a insistere per sapere dove questi loculi verranno realizzati. Non è pensabile, e non solo a mio parere, realizzarli dove erano una volta e chiudere definitivamente quella vista meravigliosa che avvicina l’anima a Dio con la netta sensazione che a chi non c’è più fa piacere essere sepolto in posto tanto bello e magico e che tocca il cuore anche a chi i suoi cari va a trovare per portare un fiore. Vorremmo capire, vorremmo sapere. Ma il sindaco Riccardo Gullo che abbiamo “disturbato” non ha nemmeno apprezzato che per avere notizie ufficiali lo abbiamo chiamato. Senza dare seguito alle tante voci che girano sulla “querelle” del cimitero a Stromboli.   E non n solo su quella. E dopo aver strillato che gli facevo perdere tempo mi chiude il telefono in faccia.  Forse il fatto che gli strombolani, e io sono tra questi in quanto residente,  abbiano raccolto il numero di firme necessarie per l’autonomia amministrativa  e che presto sarà presentata la richiesta alla Regione, non gli ha fatto piacere.  Ma è solo un’ipotesi. La realtà è un’altra. Al momento morire a Stromboli non è permesso e i loculi, come erano una volta non possono, non devono, essere riproposti. Caro sindaco non so lei, ma noi alla salvaguardia  e alla bellezza di Stromboli ci teniamo.