In nessun drammaturgo del Novecento troviamo intrecciato e sovrapposto il lavoro in ambito teatrale e cinematografico come in Neil Simon. Proviamo a citare qualche titolo: ‘A piedi nudi nel parco’, ‘La strana coppia’, ‘Prigioniero della seconda strada’, ‘I ragazzi irresistibili’. Dalla metà degli anni Sessanta fino agli anni Duemila è un susseguirsi di successi, nati spesso a Broadway e successivamente approdati a Hollywood con la sceneggiatura dello stesso Simon (adattata dai propri testi teatrali). C’è poi il caso ‘inverso’ del musical ‘Promesse, promesse’ con musiche di Burt Bacharach adattato da Simon dal film ‘L’appartamento’ di Billy Wilder. Insomma, una vita vissuta calcando continuamente scene teatrali e cinematografiche; spesso con una costante, quella di vedere protagonista una coppia di attori che, in molti casi, si identifica con gli stessi testi. Come non pensare, per esempio, alla coppia cinematografica Walther Matthau – Jack Lemmon?
E veniamo a ‘I ragazzi irresistibili’; scritta nel 1972 e rappresentata a Broadway, con la regia di Alan Arkin, raggiungeva un successo planetario tre anni dopo, nella versione cinematografica di Herbert Ross con Walther Matthau e George Burns protagonisti, ma non meno celebre è un’altra versione, questa volta per la Tv, nel 1996, con protagonisti Woody Allen e Peter Falk.
Come si può quindi comprendere, l’ingrediente principale della commedia deve essere costituito da una coppia di attori carismatici di indiscusso talento, guidata da un regista che sappia il fatto suo. Il teatro Stabile di Catania ha proposto, alla Sala Verga, un’edizione di assoluto prestigio, due ‘ragazzi irresistibili’ che rappresentano quanto di meglio può ancora offrire l’alta scuola di recitazione italiana, Umberto Orsini e Franco Branciaroli; due interpreti capaci di polarizzare l’attenzione del pubblico su un testo (nella magnifica traduzione di Masolino D’Amico) pieno di graffiante e malinconica umanità. Sulla scena diventano due inarrivabili ‘giganti’ la cui recitazione è una vera e propria ‘lezione’ che dovrebbe fungere da esempio per le nuove generazioni di attori. Sanguigna e fisica nella sua corporeità quella di Branciaroli; posata, lucida e riflessiva quella di Orsini, grande ed esperto Maestro, sempregiovane ultranovantenne mai domo.
La commedia mette in scena il “tramonto” amaro di Al Lewis e Willy Clark, vecchi divi del vaudeville statunitense che, dopo quarantatré anni vissuti da indiscussi campioni dell'intrattenimento, all'improvviso si separano. Per undici anni Willy (Branciaroli), che non si è mai rassegnato alla scelta del partner, si rifiuta di mantenere i contatti con Al (Orsini) e non risponde alle sue telefonate, continuando a vivere in una stanza d'albergo di New York nell'attesa di una qualche improbabile scrittura. Il nipote (Ben, molto più che una semplice ‘spalla’), un agente teatrale che per affetto gli procura sporadiche apparizioni pubblicitarie, lo convince con fatica a ricomporre la coppia per una sola volta in occasione di un omaggio tv agli astri comici del passato. La faccenda si complica fin dalla prova del loro fortunato sketch ‘Il dottore la sta aspettando’ e si conclude con il fallimento del progetto. Sul filo dei ricordi i protagonisti, messi da parte i loro contrasti, si ritrovano accomunati nella consapevolezza che è oramai tramontato il sogno degli anni felici. Si avvieranno, entrambi, verso la Casa di cura per artisti.
Un’infima e rabberciata camera d’albergo (realizzata da Maurizio Balò), grande letto al centro e televisore ‘vintage’, funge da scarna scena principale; costumi dimessi (di Gianluca Sbicca) per Willy, eternamente in pigiama e vestaglia, più ‘eleganti’ (ma fissati in un tempo passato) per Al; luci di Carlo Pediani, suono di Alessandro Saviozzi. Massimo Popolizio, regista coinvolto e ‘presente’ anche in voce registrata ammiccante e quasi volutamente svogliata. Giorgio Sales, Emanuela Saccardi e Sara Zoia completano il cast con estremo garbo attoriale.
Produzione Teatro degli Incamminati, Compagnia Orsini, Teatro Biondo Palermo in collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano e con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano
Pubblico entusiasta e tanti, tanti applausi, alla fine, per uno spettacolo veramente esemplare.


