facebook
instagram
whatsapp

redazione@ivespri.it

Settimanale siciliano d'inchiesta

fondato da Carmelo Rapisarda

Direttore Responsabile: Fabio Tracuzzi - direttore@ivespri.it

Direttore Editoriale: Nunzia Scalzo - direttoreditoriale@ivespri.it

Registrazione: Tribunale di Catania n. 7/2006 del 3/3/2006

Sede legale: Via Aloi 26 - 95126 Catania

 

Contatta la redazione: redazione@ivespri.it

Contatta l'amministrazione: amministrazione@ivespri.it


facebook
phone
whatsapp

Settimanale siciliano d'inchiesta

fondato da Carmelo Rapisarda

Settimanale siciliano d'inchiesta

fondato da Carmelo Rapisarda

banner per i vespri
vespri_300x250

Editore e ragione sociale:
Vespri società cooperativa

Via Aloi 26 - Catania

P.IVA IT04362690879 - Codice fiscale 93117170873
pec: cooperativa.vespri@twtcert.it

I Vespri @ Tutti i diritti son riservati, 2022

Taormina Arte, chiude la storica sede. Ma la storia continua

2025-11-19 13:01

Fabio Tracuzzi

Cronaca, Politica, Attualità, Focus, Cultura,

Taormina Arte, chiude la storica sede. Ma la storia continua

La sede storica di Taormina in Corso Umberto 19 chiude per finita locazione. Quegli uffici diventeranno un B&B. 30 anni di storia che è valsa la pena vivere

 

Corso Umberto 19 Taormina. Non si può sbagliare. E’ la sede di Taormina Arte. E lo è sin dal 1998. Quasi 30 anni. Una vita che è valsa la pena vivere. Ma a fine dicembre gli uffici, quegli uffici, chiudono. E non per ferie. Contratto di locazione scaduto e non rinnovato. I proprietari hanno venduto e gli acquirenti hanno idee diverse. Quelle stanze saranno trasformate in un B&B. In pieno centro.  Una scelta anche comprensibile.  Ma è un pensiero che fa scendere un velo di tristezza sul mio viso. Ma con la tristezza  anche tanti ricordi che si rincorrono, saltellando felici, uno dopo l’altro con tanti visi allegri e sorridenti di chi divideva le giornate lavorative con te. E anche i visi di chi, troppi, adesso non c’è più. E a questo ricordo riaffiora la tristezza ed è più di un velo. Emy (mi chiamava “ufficio”), Rosanna, Domenico,  Pinella, Scattareggia (strano in anni e anni di lavoro nello stesso ufficio  il suo nome non l’ho mai saputo, tutti lo chiamavano col cognome) e Giovanni Lo Giudice capo del cerimoniale che, non si sa come,  la sera a Teatro riusciva a sistemare sempre tutti anche quelli che (soprattutto politici) arrivavano all’ultimo momento e  senza preavviso e pretendevano (l’ho già detto erano politici) i posti migliori  nel parterre. Lui aveva sempre dei biglietti nella tasca laterale della sua giacca nera. Un gran signore ma che sapeva scherzare. Grande Giovanni. Grande Taormina Arte. Certo adesso  dovrebbe andare  in un’altra sede che mi auguro sia altrettanto prestigiosa ma per quanto lo sarà non avrà la storia di Corso Umberto 19 alle spalle. Ma, si sa, tutto cambia. L’importante è non fermarsi.  Quelle stanze, specialmente quella del  segretario generale Ninny Panzera hanno accolto Sinopoli, Ghezzi, Tonino Guerra, Laudadio, Lavia, Monica Guerritore, Zeffirelli, Lanza Tomasi, Castiglione, Delli Colli, Casadonte,funzionari nazionali di Bnl che sponsorizzava il festival. E tanti tanti altri ancora. Nessuno si offenda per carità per la mancata citazione. E moltissimi  giornalisti che mi venivano a trovare in quella stanza angusta in fondo alle scale ma che era il mio regno e della fedelissima e bravissima Milena Privitera che per più di 20 anni è stata il mio braccio destro all’ufficio stampa. E li, infondo al corridoio, nella stanza più bella e luminosa (giusto così, nessuna invidia) il segretario generale Ninny Panzera che ha organizzato non so quante stagioni, non so quanti spettacoli , non so quanti festival del cinema. E ogni anno, ad inizio stagione col tavolo pieno di carte ma sempre in ordine perfetto mi diceva: “Trac chissà se quest’anno ne usciremo vivi”. Mi preoccupavo i primi anni. Poi ho capito che la sua era una frase scaramantica. Con lui al timone era impossibile “non uscirne vivi”. E nell’angusto terrazzino tutti, quasi tutti, a fumare l’ennesima sigaretta in compagnia dei tanti gatti che avevano trovato rifugio e soprattutto cortese e amabile ospitalità.

Corso Umberto 19 chiude. Chiude un pezzo di vita che, come ho già detto, è valsa la pena di essere vissuta.  Adesso, è auspicabile che tutto ricominci in una nuova sede. Deve ricominciare perchè a conti fatti, la cosa più importante, è che non “chiuda” mai Taormina Arte.