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Cateno De Luca e il (finto) nuovo che avanza

2023-04-16 18:50

Fabio Tracuzzi

Cronaca, Politica, Focus,

Cateno De Luca e il (finto) nuovo che avanza

De Luca presenta le sue liste a Taormina, ma continua a perdere pezzi del suo mosaico. Un'epurazione che non ammette repliche: comanda solo lui. Tutti avvisati

E’ stata definita  “La notte dei lunghi coltelli” di hitleriana memoria. Forse Cateno De Luca, in questo caso nei panni di candidato sindaco a Taormina,  che l’ha evocata non sa nemmeno bene a cosa riferisce.  Una vera e propria epurazione avvenuta la notte tra il 30 giugno e il 1 luglio 1934 in cui le SS e la Gestapo assassinarono per ordine di Hitel almeno un centinaio di persone, esponenti di spicco del partito nazista e i vertici delle SA, le squadre d’assalto naziste. La colpa dei sacrificati? Diciamo, per semplificare, che non erano perfettamente al passo con la follia del capo supremo. E bisognava dare un segnale forte. Non poteva esserci spazio per dissensi o dissapori e soprattutto non era permesso pensare cose diverse da quelle che pensava il boss con i baffetti.  Niente di così grave, per caità,  nella notte dei lunghi coltelli all’acqua di rosa di Taormina, ma sempre di epurazione si è trattato.  Sentite De Luca:  “C’era chi voleva manovrare da dietro le quinte – per creare una maggioranza trasversale che mi condizionasse una volta eletto sindaco, in modo da determinare le nomine e dettare l’agenda politica. E dire che erano stati accolti tutti bene ed il loro segnale pubblico di dimettersi dalle cariche che ricoprivano era stato definito nobile, ma non potevano pretendere che persistesse l’andazzo politico degli ultimi lustri. Prima viene il progetto, si chiude il quadro delle candidature e poi si pensa alle cariche, prerogativa, quella del conferimento, che è del sindaco. Venerdì notte tutto è stato più chiaro. Non accetto compromessi e non mi metto nelle mani di queste persone”.  E sono state cacciate, epurate per l’appunto. Chi avrebbe rotto con De Luca? Mancano dalle liste, i cui nomi vedremo in seguito, Lucia Gaberscek (che per oltre quattro anni ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio), Andrea Carpita (ex assessore), Manfredi Faraci (consigliere), Giuseppe Lo Turco (delegato per la frazione Mazzeo), Andrea Raneri ed Eddy Tronchet. 

Presentati invece i nomi che comporranno le due liste che sosterranno la corsa di De Luca alla poltrona di primo cittadino e che dovrà vedersela col sindaco uscente Mario Bolognari che nei sondaggi da passaparola sembra in grande crescita e rimonta sullo straniero Cateno De Luca.  I candidati: Carmelina Bambara, Carmelo Bartolotta, Salvo Brocato, Gaetano Campisi, Elisa Cappello, Chiara Carella, Salvo Cilona, Giuliana Colavecchio, Pinuccio Composto, Alessandra Cullurà, Omar Curcuruto, Alessia De Francesco, Lucia Esposito, Giorgia Falanga, Claudio Giardina, Antonino Gullotta, Jenny Gullotta, Laura Gullotta, Pietro La Pica, Luca Manuli, Elena Martorana, Giacomo Mendolia, Mario Quattrocchi, Vittorio Sabato, Jonathan Sferra, Giuseppe Sterrantino e Salvatore Strano. Tutti, quasi tutti, impegnati e per più anni in politica una volta con l’opposizione una volta con la maggioranza.  Certo c’è tanta delusione, inutile dirlo e non siamo certo a mettere in discussione la qualità politica e morale dei candidati, che non conosciamo, ma siamo delusi da Cateno De Luca. Tutti ricorderanno le prime dichiarazioni di “guerra” di Cateno quando disse che sul suo carro non avrebbe fatto salire nessuno che aveva avuto a che fare in passato con la politica taorminese, né di maggioranza né di opposizione in quanto tutti coinvolti, in un modo o nell’altro, col disastro Taormina. Solo chi lo conosce poco aveva creduto a quelle roboanti dichiarazioni. Stesse cose le aveva dette quando si candidò alla presidenza della Regione imbarcando, contrariamente alle prime dichiarazioni, tutti i trombati, di tutti i partiti. L’importante che portassero voti alla sua causa. Lo stesso avverrà a Taormina? Sembrerebbe di sè in quanto con l’epurazione dei giorni scorsi De Luca ha già fatto capire che non ammetterà altre discussioni cercando ti tenere in scacco, come ha già fatto a Messina quando era sindaco, l’intero Consiglio comunale con la minaccia ufficiale di sue dimissioni e quindi di nuove elezioni. Dimissioni che poi venivano regolarmente ritirate. Noi, sia ben chiaro, non facciamo il tifo per nessun candidato sindaco. Facciamo il tifo per Taormina. Se dovesse vincere De Luca dovrà capire, e in fretta anche, che il protagonista, il primo attore non potrà essere lui come è abituato a fare. I riflettori devono sempre restare puntati su Taormina e non nella stanza del sindaco.