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Vincenzo Pirrotta, il cuntista del mare e dei pescatori

2025-11-21 14:06

Aldo Mattina

Cronaca, Spettacoli, Attualità, Focus,

Vincenzo Pirrotta, il cuntista del mare e dei pescatori

Lo presentato al Teatro Brancati è un ritorno alle origini, al suo amore per l’arte popolare del "cunto". I“N’gnanzoù” ci trasporta in un mondo ormai lontano

 

    Nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscere le sue straordinarie e molteplici doti di attore, autore, regista (anche di melodrammi) cuntista, applicate ad una serie sterminata di storie e personaggi. Vincenzo Pirrotta rappresenta probabilmente un ‘unicum’ nella storia delle rappresentazioni teatrali. Sulla scena mette in mostra una corporeità incredibile associata ad una espressione linguistica mutevole e complessa; la sua voce spazia dalla perentoreità della declamazione al sussurro poetico fino al canto mutuato dalla grande tradizione del ‘cunto’ siciliano, grazie agli insegnamenti del suo grande Maestro palermitano (ma nativo di Gela) Mimmo Cuticchio, puparo e cantastorie, prima di diplomarsi alla scuola di teatro dell’I.N.D.A.

     Il suo spettacolo presentato al Teatro Brancati per il Teatro della Città è un ritorno alle origini, al suo amore per l’arte popolare del ‘cunto’. Il titolo, “N’gnanzoù” ci trasporta, fin dall’inizio, nella rappresentazione di un mondo ormai scomparso (almeno nella sua essenza quasi primordiale) quello delle tonnare, con tutto ciò che è ad esse connesso. Il termine del titolo, in particolare, (come spiega lo stesso autore) è ‘una parola onomatopeica che in realtà è il suono prodotto dai pescatori siciliani nel momento del ritiro delle reti’.

     Non è un caso se l’attore (ed elaboratore del testo e della drammaturgia) si presenti in scena con un pupo siciliano, col quale dialoga; e che il ‘cunto’ abbia inizio, con le sue storie di mare e di pescatori.

     La pièce è, infatti, una rielaborazione, in una partitura scenica per voci e canti attraverso l’arte del “cunto” siciliano, dei testi nati da una ricerca condotta da Vincenzo Pirrotta qualche anno fa quando, giovane ma già affermato “cuntista”, passò alcuni mesi tra i tonnaroti e i ‘raisi’ di Favignana e di Trapani. Al centro della rappresentazione scenica appare Mimmo Solina, l’ultimo grande rais (a lui è dedicato lo spettacolo), cui Pirrotta da voce quasi riportandolo in vita in prima persona, con una interpretazione stringente, appassionata, frutto anche di un strepitoso virtuosismo vocale, tipico delle sue corde di attore. Pirrotta si sdoppia, si moltiplica, dando voce ai due  personaggi in scena: il rais, ovvero il capo pesca dei tonnaroti, e il muciaroto, cioè quello che governa l'imbarcazione che sta al centro del quadrato della Camera della Morte, da dove il rais dà tutti i comandi, ma anche a  tutti e 40 i tonnaroti che compongono la ciurma della mattanza. Il tutto è alternato dai canti, le cialome, che accompagnano il lavoro dei pescatori, coadiuvato dalla voce di Nancy Lombardo e dall’accompagnamento musicale dal vivo di Mario Spolidoro, autore delle musiche. Una produzione Artelè.

     Ad aggiungere vivacità ed anche  divertimento allo spettacolo, viene inserita una storia che vede protagonista Giufà, maschera immortale del teatro popolare siciliano.

      Il pubblico, ammaliato dalla straordinaria e multiforme presenza scenica, non ha lesinato gli applausi.