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Lo spirito di Bellini nei giorni di Napoli

2025-09-22 11:32

Aldo Mattina

Cronaca, Spettacoli, Attualità, Focus,

Lo spirito di Bellini nei giorni di Napoli

Serata suggestiva dal titolo “I giorni di Napoli” con partecipazione del pianista Francesco Nicolosi, dello scrittore de Giovanni e il soprano Maria Knihnytska

Proseguono senza sosta gli intrattenimenti per celebrare il 190° anniversario della morte di Vincenzo Bellini. Dopo i primi tre concerti in grande stile svoltisi alla Villa Bellini, i riflettori del BIC (Bellini Inrenational Context) si sono spostati prima al Palazzo della Cultura, poi al teatro Sangiorgi. Praticamente tutti i giorni, fino al 28 settembre, si svolgeranno manifestazioni di vario tipo che coinvolgeranno anche il Conservatorio di Catania, la Basilica cattedrale e il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, tra opera, danza, concerti cameristici, seminari (da citare il Convegno per i 200 anni di Adelson e Salvini) e, il 23, Il pirata al teatro Massimo Bellini (unico spettacolo a pagamento, peraltro calmierato).

      Una serata particolarmente suggestiva è stata quella dal titolo “I giorni di Napoli” che ha visto la partecipazione del pianista Francesco Nicolosi, dello scrittore Maurizio de Giovanni e del soprano ucraino Maria Knihnytska al Palazzo della Cultura. Al centro della serata la lettura-narrazione di de Giovanni, il quale ha tratto spunto ed ispirazione dagli anni vissuti da Bellini a Napoli, per immaginare il fiorire dell’arte del musicista catanese durante i suoi studi nel Real Conservatorio napoletano. La sua non è una ricostruzione storica ma la fervida immaginazione, da scrittore, nel cercare di descrivere l’impatto che la città di Napoli dovette avere sul sensibile animo del compositore alle prime armi. Centrale diventa anche l’ipotetico sbocciare dei primi amori di Bellini. In particolare la struggente descrizione del canto di una giovinetta dietro i battenti semisocchiusi di una finestra, che avrebbe ispirato le prime fantasie del giovane musicista. Lo spunto trae indubbiamente riferimento alla canzone popolare napoletana “Fenesta ca lucive” attribuita proprio a Bellini (non a caso la serata sarà chiusa proprio dalla sua esecuzione in ‘bis’).

      Tra un pezzo e l’altro della narrazione è stata inserita la parte musicale eseguita dal vivo da Francesco Nicolosi: un omaggio rarefatto e malinconico attingendo alle celebri melodie belliniane da I puritani, La sonnambula, i Capuleti e i Montecchi, accompagnando la vellutata voce lirica dell’artista ucraina. Non sono mancate poi le più celebri trascrizioni e parafrasi che due giganti della tastiera, Liszt e Thalberg, hanno dedicato al Cigno catanese. Indubbiamente Nicolosi è da annoverarsi tra i più autorevoli esecutori di tali capolavori, dei quali riesce a restituire potenza, virtuosismo ed impagabile espressività.

      Una serata di rara suggestione che il pubblico intervenuto non ha mancato di applaudire con trasporto.