Non si contano le versioni in musica di quel capolavoro shakespeariano che è il “Sogno di una notte di mezza estate”; lievissima commedia composta dal Bardo nel 1595 (peobabilmente), popolata da fate, spiriti, elfi in un allegro connubio popolaresco e magico non privo di classicità mitologica (Teseo e Ippolita signori della corte di Atene; Oberon e Titania re e regina delle fate in un bosco incantato). E poi c’è Puck, spiritello burlone tessitore delle trame fra le coppie di innamorati.
Il balletto proposto dal Teatro Massimo Bellini, nella sede provvisoria del Teatro Metropolitan (in attesa che si compiano necessari lavori di adeguamento della sala del Sada), è stato quello del Teatro dell’Opera di Kiel con il suo Corpo di ballo, una recente produzione (2024) che annovera l’ideazione e la coreografia di Yaroslav Ivanenko, la drammaturgia di Ruth Seehaber, le scene e i costumi di Heiko Mönnich, le luci di Julian Roering e Lotte Gerlach.
Una coreografia all’insegna della gioiosità, in cui si fondono stilemi classici, ibridazioni popolaresche e financo grottesche (si pensi all’uomo con testa d’asino), atletismo dal gusto moderno. Una gioia di vivere, all’insegna del buffo e del divertissement che hanno reso il balletto allegramente romantico.
Sul palcoscenico una compagnia di ballo retta da una serie di coppie attorniate dal resto dell’ensemble e guidate dall’irresistibile Puck di Henri Frey. Il cubano Amilcar Moret Gonzales e la catanese Virginia Tomarchio passavano con disinvoltura dall’impersonare Teseo e Ippolita a dare vita a Oberon e Titania mentre Adonis Corveas Martinez, Leisa Martinez Santana, Sabina Faskhi, Didar Sarsembayev, Alexey Irmatov e KeitoYamamoto completavano l’allegra combriccola dei boschi. Affiatatissima l’intera compagnia di ballo rendeva assai gradevole lo svolgimento della vicenda, articolata in due snelli atti.
La musica che faceva da collante, accuratamente scelta per l’occasione, alternava diversi numeri delle omonime musiche di scena di Felix Mendelssohn Bartholdy (con l’aggiunta di due movimenti tratti dalla Quarta Sinfonia dello stesso autore, “Italiana”) ad altre di Camille Saint-Saëns, segnatamente tratte dallo spumeggiante “Carnevale Degli animali” oltre al pirotecnico “Introduzione e Rondò capriccioso in la minore”. Tutto come base registrata senza musica dal vivo.
Le scene ed i costumi di Heiko Mönnich riproducono con eleganza e fantasia i due mondi contrapposti, quello più austero della corte di Atene e quello magico e incantato del bosco, in un tripudio floreale in cui i personaggi sembrano essere evocati direttamente dalla natura.
Dopo la sospensione estiva la stagione di Opere e Balletti riprenderà ancora al Metropolitan fino alla conclusione prevista per febbraio 2027.


