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Il Pd perde pezzi in Europa: dopo Chinnici anche Smeriglio

2024-01-27 16:40

Giovanni Frazzica

Cronaca, Politica, Attualità, Focus,

Il Pd perde pezzi in Europa: dopo Chinnici anche Smeriglio

"Con Elly Schlein c’è stato un dialogo, si dovevano fare delle verifiche, poi più nulla. Ora cerco un'alleanza nuova su ambiente e giustizia sociale".

Con una intervista rilasciata a Giuliano Santoro del quotidiano il “Manifesto”, il parlamentare europeo Massimiliano Smeriglio annuncia che ha lasciato la delegazione del Pd in Europa affermando: «Ora cerco un’alleanza nuova su ambiente e giustizia sociale, con Elly Schlein c’è stato un dialogo, si dovevano fare delle verifiche, poi più nulla. Non nascondo un dissenso politico importante, ma, in un grande partito, non dovrebbe essere un problema. C’è una assenza di agibilità determinata da logiche territoriali autoreferenziali, sempre le stesse. Prendo atto, con disappunto, dell’indifferenza verso il lavoro svolto e l’imbarazzo per le battaglie fatte, soprattutto quelle ambientaliste e pacifiste». Con queste parole Massimiliano Smeriglio, parlamentare europeo indipendente eletto nel Pd annuncia il suo abbandono della delegazione Pd a Bruxelles. Una fuga che si sviluppa nel fianco sinistro del Partito della Schlein, mentre quella precedente, che aveva visto come protagonista Caterina Chinnici, si era conclusa con un approdo nella moderata Forza Italia. Questa fuga dei parlamentari, a quattro mesi circa dalla data fissata per le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, è un segnale del notevole disagio che serpeggia in diversi ambiti del più grande partito di opposizione che, dopo un anno e sei mesi dalla sconfitta elettorale, organizza dei seminari per interrogarsi sulla sua identità. In tal senso vanno anche registrati i segnali espliciti pervenuti recentemente da Pierluigi Castagnetti, che ha riunito i cattolici del Pd per rivendicare una maggiore rappresentanza negli Organismi del Partito, e quella dell’ultracattolico Graziano Del Rio in dissenso sulle risoluzioni relative al fine vita. Ma Smeriglio sembra avere idee chiare sul da farsi e procede da solo: ”Ho deciso di fare una scelta coerente con la mia storia e con le posizioni assunte, lasciare la delegazione Pd e dedicarmi al rafforzamento di una alleanza per la giustizia climatica e sociale e un’Europa soggetto di pace”. Dice, ed aggiunge: “Bisogna adeguare le forme della rappresentanza alle modificazioni della società, dei luoghi di lavoro e di vita delle persone, le primarie, per fare un esempio, nella scelta dei candidati presidenti di Regioni e sindaci, restano un’approssimazione democratica più efficace dei caminetti. Ma il tema vero è come ricostruire la credibilità. Manca, nel Campo democratico, una discussione sul profilo politico culturale e programmatico. Una riflessione critica sui dieci anni di governi tecnici, di unità nazionale, di tutti che hanno governato con tutti e che hanno determinato una profonda modificazione del Paese gonfiando le vele della destra estrema. Per molti, noi siamo l’élite e la destra il popolo: non è solo un tema di percezione. Per questo ho votato contro il ritorno al vecchio Patto di Stabilità pre-pandemia che strangola persone ed enti locali”. La vicenda della Chinnici ha invece connotati diversi, anche se non è stata mai stata abbondantemente commentata, probabilmente contiene le sue radici vere nel mancato sostegno che lei ha dovuto subire quando è stata candidata alla Presidenza della Regione siciliana. Un grave deficit organizzativo e politico che il Partito Democratico dell’Isola dovrà impegnarsi a superare, anche per non farsi sorpassare dal Movimento 5 Stelle, suo infido alleato.