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Sicilia insostenibile

2022-09-14 09:28

Rosario Faraci

Cronaca, Attualità, Focus,

Sicilia insostenibile

All'isola la maglia nera per sostenibilità. A rischio economia, ambientale e coesione sociale. Presentata ieri l’indagine Italia Sostenibile di Cerved

Sicilia insostenibile si potrebbe dire. È l’aggettivo che rende meglio l’idea sullo stato della nostra isola, secondo l’ultimo rapporto “Italia Sostenibile 2022” presentato ieri a Roma da Cerved, l’agenzia di informazioni commerciali ed economico-finanziarie più importante del Paese.

L’indagine, giunta alla seconda edizione dopo quella dello scorso, restituisce l’immagine di un Paese profondamente diviso e diseguale al proprio interno, che – sulla base di un’accurata analisi di oltre 200 variabili organizzate in 56 tematiche e 17 componenti – dipinge non una nazione, ma ben sette “Italia della sostenibilità”: l’Italia virtuosa, la nazione delle aree competitive, il Centro-Nord con tematiche ambientali, le grandi città in cerca di equilibrio, le aree regionali a rischio transizione, il Centro-Sud resiliente, l’Italia delle province fragili.

La Sicilia, manco a dirlo, rientra nell’Italia delle province fragili. Qui si trovano 22 province, tutte del Mezzogiorno, anzi del Sud del Sud, con un sistema produttivo debole, ampie aree di fragilità sociale, un sistema di welfare in difficoltà. Sotto il profilo ambientale, le province di questo gruppo sono diverse fra loro per problemi e livelli di sostenibilità.

Nel report, si fa un quadro generale della sostenibilità generale e poi si dettaglia la situazione per ciascuna delle tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale ed ambientale.

Calcolando l’indice globale della sostenibilità generale, le province di Milano, Bolzano, Padova e Trento sono nelle prime quattro posizioni; quelle di Palermo, Messina e Catania – le tre città metropolitane della Sicilia – si trovano molto in basso. Le province in coda sono Siracusa, Vibo Valentia, Agrigento e Reggio Calabria che stanno agli ultimi quattro posti. Alla provincia aretusea tocca la maglia nera della sostenibilità in Italia.

Guardando più in dettaglio, si evidenziano altre disparità. Milano è prima e Caltanissetta ultima per sostenibilità economica. Il capoluogo regionale lombardo è ancora la prima provincia, ma Agrigento è l’ultima per indice di attrattività economica. Bolzano è prima ed Agrigento è ultima per occupazione e dinamiche del lavoro. Ancora una volta Milano al primo posto e Caltanissetta all’ultimo per indice di trasformazione digitale, ma Catania è la prima in Sicilia in questa speciale sezione.

Pagelle pure per l’indice di sostenibilità sociale. Milano è sempre prima ma Crotone è ultima per indice di sostenibilità sociale. Palermo e Catania si trovano in basso nella graduatoria. Milano è prima, Agrigento penultima e Oristano ultima per capitale umano e formazione. Guardano alla voce salute e sistema sanitario, Bolzano è alla prima posizione, Palermo all’undicesima ed Enna alla diciassettesima. Catania si trova a metà graduatoria, ma sta meglio di Bergamo. Quanto alla condizione degli anziani, Treviso è prima per virtuosità, Messina penultima e Terni ultima. Chieti è al primo posto, Napoli al penultimo e Foggia all’ultimo per sicurezza e giustizia.

Si passa dunque alla sostenibilità ambientale. Macerata è prima in graduatoria, Catania sestultima e Siracusa è all’ultimo posto per indice di sostenibilità ambientale. Sempre Macerata è la più virtuosa, ma Milano è ultima per inquinamento e consumo di risorse. In questa graduatoria, la provincia di Enna è quinta in Italia fra quelle più meritevoli. A seguire Ragusa e Trapani in Sicilia.

In tema di inquinamento atmosferico la super produttiva Milano è prima (maglia nera) e Viterbo è ultima (la più virtuosa); le grandi città di Torino, Milano e Roma sono quelle che registrano più elevati livello di consumi e riconversione energetica. Per energia da fonti rinnovabili la provincia di Brescia è prima per virtuosità e quella di Caltanissetta è ultima in Italia. Per sostenibilità idrogeologica e sismica, le province di Enna, Trapani e Brindisi sono le migliori in Italia, mentre ultime risultano quelle di L’Aquila, Isernia e Sondrio, situate in zone in cui sono forti i rischi di terremoti e di alluvioni. Treviso è la più virtuosa delle province per gestione di scorie e rifiuti. Catania, Genova, Palermo e Grosseto si trovano agli ultimi quattro posti

Un’ultima notazione riguarda il rischio di transizione ambientale. Le province di Bologna, Monza e Brianza, Modena e Padova sono le meno esposte, mentre Campobasso, Chieti, Taranto e Potenza sono a più elevato rischio di transizione ambientale. Siracusa è la provincia più esposta in Sicilia.

Il report di Cerved è scaricabile all’indirizzo Internet https://research.cerved.com/rapporti/rapporto-italia-sostenibile-2022/

catotti
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