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Mannino Cgil: la lotta per il lavoro è da sempre la nostra priorità. Oggi più che mai

2022-08-24 15:48

Giuseppe Portale

Cronaca, Politica, Interviste, Focus,

Mannino Cgil: la lotta per il lavoro è da sempre la nostra priorità. Oggi più che mai

Il signor Villari da otto anni non ricopre più alcun incarico nella Cgil. Il fatto si commenta da sé

Cinquant'anni appena compiuti, laurea in Giurisprudenza con specializzazione in Diritto del lavoro, dal 2016 al 2019 Segretario regionale della Flai Cgil, dal 10 luglio 2019 Alfio Mannino è il segretario generale della Cgil Sicilia.

Sulla difficile stagione che sta vivendo in questi ultimi tempi la nostra Isola, soprattutto dal punto di vista del lavoro, e sull'autunno caldo che si prospetta in questo 2022, abbiamo cercato di saperne di più e di sentire la sua opinione in merito.

Quali sono i più importanti dossier in cui è impegnato il suo sindacato?

Sul piano nazionale quello di cambiare la politica economica del Paese e mettere al centro la questione merionale. Oggi serve una politica che contrasti davvero e sempre più le diseguaglianze sociali. Sul piano regionale stiamo affrontando lo sfarinamento del nostro apparato produttivo e il rilancio delle infrastrutture sociali, anche per quanto concerne settori molto importanti quali sono la sanità e la scuola.

Fra i tanti temi e dossier aperti: rilancio agricolo, Lukoil, Intel, solo per citare quelli di più stretta attualità. Quali sono i più scottanti e i più urgenti da affrontare subito?

Credo sia doveroso affrontarli tutti insieme, se si vuole davvero rilanciare l’intero apparato produttivo siciliano e, di conseguenza, l’occupazione e l'intera economia della nostra Isola. A questi temi va aggiunta anche, e immediatamente, una seria politica energetica che ci doti di un piano in grado di affrontare seriamente la transizione energetica e che, soprattutto, punti sulle fonti di energia rinnovabili. Cosa assolutamente necessaria ed urgente.

A proposito dell'Intel, diverse polemiche ha suscitato nei giorni scorsi – con minacce di querela da parte del ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti- la ferma opposizione della Cgil Sicilia allo spostamento dello stabilimento etneo dell'Intel verso altre regioni del nord. Si parla di Mirafiori o, in alterntiva, di altre città del Veneto...

Sappiamo benissimo che il ministro per lo sviluppo economico Giorgetti ha tifato affinché l'Intel facesse l’investimento a Mirafiori. Di questo e dell’attivismo di Giorgetti in questa direzione ne hanno ampiamente parlato, più e più volte anche in questo mese di agosto, quasi tutti i giornali italiani. Non ultimo Il Foglio dello scorso 7 agosto dove si legge che – cito testualmente – "entro la fine di questo mese di agosto il nostro governo dovrebbe annunciare l'investimento dell'Intel in un impianto di alta tecnologia il quale dovrebbe dare lavoro a 1500 dipendenti più altri 5 mila coinvolti nell'indotto... Tutto è pronto, salvo il nome e la sede: sono in lizza due località, una in Piemonte (probabilmente la vecchia Mirafiori, quasi deserta), l'altra in Veneto, mentre sono state scartate altre possibili destinazioni nei pressi delle fabbriche Stm di Agrate Brianza e Catania".

E quindi?

Noi, come sindacato, abbiamo cercato di fare in modo che questi posti di lavoro restassero qui, e lotteremo ancora con tutte le nostre forze. Si parla tanto e ci si riempie spesso la bocca parlando di sviluppo economico per il Sud e poi, invece, allorquando se ne affaccia la possibilità, la parte politica tende sempre a privilegiare il nord. Sappiamo benissimo, anche perchè il ministro Giorgetti ne ha dato comunicazione alle agenzie di stampa, che ha preannunciato querele nei nostri confronti.

Staremo a vedere. Noi abbiamo solo fatto il nostro dovere di sindacalisti a tutela della nostra terra e dei nostri lavoratori. Se questo è reato...
Legalità, giustizia, lotta alla mafia e al malgoverno sono valori e princìpi non negoziabili, molto importanti per una regione come la nostra, e per un più armonico sviluppo della nostra terra. Qual è la vostra ricetta?

Pio La Torre ci ha lasciato un grande insegnamento: quello che lotta alla mafia e giustizia sociale non possono non camminare di pari passo insieme. E oggi più di ieri, con le tante risorse che arriveranno grazie al Pnrr, il contrasto alla criminalità è non solo necessario, ma è doveroso e fondamentale.

La Sicilia, e il Sud più in generale, sono sempre stati considerati come la palla al piede per il cammino del nostro Paese. Ma è davvero così?

Assolutamente no. Senza il pieno rilancio del Sud e, dunque, anche della Sicilia, non ci può essere vero e proprio sviluppo per l'intero paese Italia. 

Il nostro è Paese che cammina a due velocità. Il nord più veloce e il sud a rilento. Dov’è lo sbaglio?

La politica continua a non capire che le diseguaglianze economiche e sociali che attraversano il nostro Paese mettono a serio rischio non solo la sua coesione sociale, ma anche la sua tenuta democratica. Con il Pnrr avremmo potuto avere la possibilità di accorciare le distanze. Purtroppo, però, rischiamo che queste risorse che l’Europa ci ha dato, in virtù della debolezza strutturale del Mezzogiorno, ne allarghino ancora di più il divario.

Qual è la vostra idea per gestire correttamente i fondi del PNRR?

Non si possono mettere le risorse a bando perché vengono favorite le amministrazioni pubbliche più forti. Bisogna imporre ai grandi player nazionali (Eni, Rfi, Anas, Enel, ecc.) di fare veri e propri investimenti strategici soprattutto nel nostro Mezzogiorno.

Si parla di un prossimo "autunno caldo" per i tanti dossier aperti che necessitano di adeguate soluzioni. Cosa propone il vostro sindacato?

Rafforzare il potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni. Nonché rilanciare l’occupazione giovanile, e femminile – visto che le donne sono molto spesso, da questo punto di vista, come emarginate! - con un piano del lavoro che ci consegni finalmente, ed in tutti i settori, un apparato produttivo veramente solido.

Ci stiamo avvicinando, a grandi passi, alle elezioni sia regionali che nazionali. Gli auspici della Cgil...

Che si metta finalmente al centro il lavoro, soprattutto la dignità del lavoro e dei lavoratori e, di conseguenza la più piena giustizia sociale per tutti e in tutti i settori.

Cosa pensa del passaggio dell'ormai ex segretario provinciale di Catania del Partito Democratico, Angelo Villari, dal suo partito a quello di Cateno De Luca, candidato alla presidenza della Regione Siciliana?

Il signor Villari da otto anni non ricopre più alcun incarico nella Cgil. Il fatto si commenta da sè.

catotti
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